Farro pArlato

Il pacchetto di farro Le Prata è pronto a raccontarci tutta la verità sul suo conto.

Qualcuno di voi chicchi vuole parlare per primo?

«Parlo io, il più anziano chicco di farro di Le Prata. Sono l’unico che può raccontare la storia della nostra famiglia. La conservo gelosamente qui, nell’ endosperma, tra la crusca e il germe.

Immagine di lescienze.blogautore.espresso.repubblica -forza-della-farina
Immagine di lescienze.blogautore.espresso.repubblica -forza-della-farina

Veniamo a noi. Tutto inizia in una terra che si chiama Palestina, molto lontana dalla Toscana. Qui l’uomo aveva iniziato a coltivare il farro, altri cereali e legumi, decidendo così di abbandonare la vita del nomade. In quei tempi eravamo al centro dei pensieri delle civiltà e anche i famosi Greci e Romani, anni e anni dopo avevano capito che meraviglia fosse il farro. I soldati ne avevano sempre un po’ in tasca sotto forma di gallette: erano proteine fondamentali per combattere e per viaggiare. Poi, qualcosa di triste è accaduto…. orzo, avena, segale sono stati un po’ adombrati dal cugino frumento che ha conquistato definitivamente il cuore di tutti.» 

E poi che fine ha fatto il farro? Come fate allora ad essere qui adesso?

«Ora la gente ha riscoperto il valore di mangiare cibo locale, nutriente e poco raffinato. In Garfagnana non ci hanno mai dimenticati, questa è la nostra casa. Ci hanno sempre amato perché, senza essere troppo sentimentali, qui noi cresciamo bene e non diamo scocciature agli agricoltori. Qui a Le Prata, per esempio, siamo uno dei prodotti di punta con cui si fanno anche la farina e i biscotti. A proposito, secondo te la parola farina da dove prende origine?»

Dal farro ovviamente. Sei ancora in forma per essere un cereale anziano, oserei dire identico anche ai tuoi bis nipoti: come mai?

«Ho uno stile di vita naturale: non ricorro a chirurgia estetica. L’unico trattamento a cui mi sottopongo è la decorticatura, che leva lo strato esterno intorno alla crusca, la glumella. Noi, come l’avena e l’orzo siamo cereali vestiti, a differenza dei più scostumati frumento e segale che hanno dei frutti nudi. Quindi la decorticatura leva proprio questo stato esterno ma tiene la crusca e il germe che sono ricchi di sostanze nutritive come fibre, sali minerali e vitamine. Alla Fattoria Le Prata il farro viene seminato, coltivato e quando lasciamo le vecchie e care spighe ci dirigiamo verso un’altra azienda. La decorticatura insieme al confezionamento vengono fatti da Garfagnana Coop, con metodologie biologiche».

Ed è lì che finisce il viaggio del farro Le Prata?

«Ti sbagli. Torniamo nel punto vendita in Via di Gello a Pisa e addirittura nelle case di molte altre persone. A volte i viaggi sono lunghi, ma il motivo è davvero nobile: chiunque ha diritto ad assaggiare il farro Le Prata. La produzione è controllata, è biologico e non dimenticare un ultimo aspetto: è nutriente. L’indice glicemico è basso, quindi gli zuccheri sono rilasciati lentamente e siamo molto più digeribili di altri cereali».

 

Bibliografia
HAROLD MC GEE, Il cibo e la cucina, Padova, Franco Muzzio & c. editore spa, 1989
Taccuini Storici, Storia del farro, http://www.taccuinistorici.it/ita/news/antica/paste-cereali/storia-del-farro.html 
Farro: proprietà benefiche e terapetiche, calorie e valori nutrizionali. http://www.benessere360.com/farro-proprieta.html

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